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| Parco Minerario Floristella Gotta Calda | | Print | |
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There are no translations available. L'Ente istituito dall'art. 6 della legge regionale 15 maggio 1991 n. 17 per tutelare, recuperare, conservare, valorizzare, promuovere e gestire le contigue aree minerarie dimesse di Floristella, Grottacalda e Galizzi, si estende su una vasta area situata sulla confluenza delle superstrade che collegano Enna, Valguarnera, Aidone e Piazza Armerina, ad una manciata di chilometri dagli svincoli autostradali di Mulinello ed Enna.
Le tre contigue aree, infatti, costituiscono uno dei più importanti siti di archeologia industriale esistenti nel Mezzogiorno d'Italia ed una delle più grandi, antiche e significative aree minerarie della Sicilia, nel cui territorio l'attività estrattiva dello zolfo è documentata dalla fine del 1700 al 1986 (anno in cui nell'area cessò definitivamente ogni attività legata alla produzione zolfifera), essendo ancora presenti al suo interno le gallerie, le strutture architettoniche, le apparecchiature e gli impianti utilizzati per l'estrazione dello zolfo nei due secoli di attività delle miniere: dalle antiche "discenderie" di accesso alle gallerie sotterranee ai pozzi di estrazione con i relativi "castelletti" completi di sale argano; dalle più antiche "calcarelle" ai "calcaroni" ai "forni Gill"; dalle lampisterie, alla centrale elettrica, ai fabbricati di servizio sorti in prossimità dei pozzi (infermerie, alloggi per i minatori, cappella, dopolavoro); dalla tratta ferroviaria tra le stazioni di Floristella e Grottacalda attraverso le quali veniva spedito lo zolfo, alla rete ferrata interna per il trasporto dei vagoncini con il minerale; compreso l'importante complesso architettonico costituito da Palazzo Pennisi, vero e proprio cuore del Parco Minerario. Alla stregua di un grande museo a cielo aperto, il vasto complesso estrattivo fornisce una vera e propria "stratigrafia" delle diverse epoche e dei relativi sistemi e tecniche d'estrazione e di fusione dello zolfo. Ancora ben visibili e drammaticamente evocativi, appaiono i calcaroni (forni circolari per la fusione e separazione dello zolfo dal materiale inerte), le discenderie (cunicoli semiverticali utilizzati in epoca preindustriale per raggiungere il giacimento), i castelletti e gli impianti dei pozzi verticali (utilizzati in epoca recente per la discesa in sotterraneo), i forni Gill (sistema più moderno per la fusione dello zolfo). Su un'altura si erge imponente il Palazzo Pennisi, antica residenza della famiglia proprietaria, che domina il complesso minerario di Floristella. La sontuosità del manufatto e la sua pregnanza architettonica, generano una sorta di contrasto con l'austerità del luogo, fornendo un'immediata e suggestiva immagine di ciò che doveva essere l'estremo divario sociale dell'epoca. La particolare disposizione territoriale, la ricchezza di opportunità, la disponibilità già apprezzabile di servizi, rendono l'intera area eccezionalmente idonea all'escursionismo scolastico nelle forme più variegate: dalla gita di più giorni alla lezione all'aperto limitata al normale orario giornaliero delle scuole.
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